Adelmo Paris deve molto al Verbania come lo stesso Verbania, per vari motivi, deve molto ad Adelmo Paris. L’ Ade ha fatto sia il giocatore che l’allenatore che il dirigente, salvando il titolo sportivo del Verbania che era arrivato in tribunale ed era sull’orlo del baratro. Paris a 14 anni andava da Cambiasca, dove viveva, a Intra a piedi perché amava il calcio. Ogni tanto capitava che qualche cambiaschese lo vedesse e gli desse un passaggio in auto. Gioca in prima squadra nell’anno 1971/72 con Valmassoi che ritroverà a Bologna nella stagione 73/74. Diventato capitano, e chiamato anche tra i più famosi per il centenario della società rossoblù, passò nell’anno che vide tornare la società felsinea in serie B dopo essere stata in C, allo Zurrieq a Malta. Fu il primo italiano a giocare in Europa come “straniero”. Tornò a Verbania nella stagione 86/87 ( 15 anni dopo) e giocò per due stagioni guidando prima il centrocampo verbanese. L’anno 1988 è quello che segna l’inizio di Paris come allenatore prima della juniores e dopo sole 7 giornate della prima squadra.

La juniores verbanese allenata da Paris era una fucina di campioni da Pagotto a Curioni, da Simone Foti a i fratelli Pinat, per terminare con Roberto Riva. Quella squadra vinse il campionato di categoria mentre la prima squadra si salvò: entrambe con l’Adelmo in panca. L’esperienza di tecnico terminò nel 1992 con 3 campionati di interregionale e 1 di eccellenza. Tornò a guidare dalla panchina il Verbania nell’anno 1994/95, gestione Ponchio-Ceglie, ma si dimise dopo poco più di una decina di partite con la squadra prima. Gli organi di informazione nazionale diedero risalto a questo fatto decisamente insolito. Prima di rivedere Paris mister passerà quasi un decennio, anno 2003/04 con Nunzio Gambino presidente che aveva già avuto il trainer cambiaschese a Gravellona dove aveva vinto un campionato di eccellenza. Ricoprì il ruolo di dirigente nel 2005 evitando il fallimento societario e rilevando il titolo sportivo in tribunale. Quando deve parlare dei propri ricordi Paris ha le idee chiare:”la mia prima partita a Verbania non la potrò mai dimenticare era contro il Parma c’era uno scenario splendido. Certo che non mi posso nemmeno scordare di quel Verbania-Gravellona giocata in notturna davanti a quasi cinque mila persone. Da allenatore mi ricordo molto bene il primo campionato di Interregionale dove ci salvammo con molti giocatori del posto. Bonazzi, Gaiardelli, Borrè, Galliera e Livorno giusto per citarne alcuni. Sono anche contento di aver valorizzato dei giovani quando ho lavorato con la juniores. Come dirigente sono orgoglioso di aver salvato il titolo sportivo anche se il vero protagonista di quel salvataggio è stato Vincenzo Cinque”. Da Verbania Paris è passato al Bologna:”sono andato in rossoblù grazie a Pedroli e poi facendo la serie C era molto facile mettersi in mostra. Un ricordo che mi fa sorridere? Quando ad Aosta prima di una trasferta siamo andati al casinò di saint Vincent con Pedroli e Tamboloni e poi una trasferta a Malta per giocare un amichevole contro lo Zurrieq. Furono 4 giorni bellissimi. Tamboloni era il presidente e ritengo che sia stato il miglior presidente di quelli che ho avuto perché è sempre stato molto brillante come persona”.